L'ostrica Pinctada margaritifera a labbra scure trova nelle isole e negli atolli che circondano Tahiti il suo ambiente ideale.

Il colore naturale delle perle coltivate di Tahiti, Polinesia francese, varia dal grigio madreperlaceo a quella superba tonalità nera a riflessi verdi, caratteristica delle perle "poe rava".
Nessuna perla ha origini più leggendarie della perla di Tahiti: prima che iniziasse la coltivazione, queste perle adornavano solamente i gioielli dei reali e la più famosa di queste perle naturali fu chiamata Azra, pendente centrale di una collana appartenente ai gioielli della corona russa.

Un tempo il fine principale dei pescatori d'ostriche polinesiani era procurarsi la madreperla, che veniva esportata per fare bottoni e intarsi. Scoprire una perla di valore era estremamente difficile, nel 1960 si trovava una perla ogni 100.000 ostriche aperte. Era giunto il momento di pensare seriamente alla produzione in coltura, pena il totale spopolamento delle lacune atollari.

Sotto l'egida del governo della Polinesia francese la coltivazione è iniziata nei primi anni '60 e il primo raccolto di mille perle coltivate, ottenuto in due stabilimenti perliferi nel 1965, stimolò l'attività di vari imprenditori privati. La quantità di perle coltivate raccolte aumentò rapidamente: nel 1972 furono posti in commercio 1,5 kg di perle, 833 nel 1991, 2.900 nel 1994. Il governo polinesiano protegge le attuali riserve madreperlifere, e fa tutto il possibile per mantenere al livello più alto la qualità delle perle prodotte, che rappresentano la sua principale voce di esportazione.
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