Abduttore: muscolo di un mollusco bivalve attaccato all'interno di ogni valva e che permette all'ostrica di aprirsi e chiudersi. I muscoli abduttori di molte specie di ostriche sono apprezzati soprattutto come delicatezze gastonomiche, come nel caso della capasanta o conquille St. Jacques.

Akoya: ostrica giapponese (pinctada fucata martensii) utilizzata per la produzione di perle coltivate in acqua marina.

Ali di pinguino: la pteria penguin, una varietà di ostrica che produce la vera mezza perla di coltura mabè.

Ama (o Amah): sommozzatrici giapponesi addestrate a pescare soprattutto le ostriche Akoya per l'industria delle perle. Le pescatrici Ama hanno lavorato in Giappone fino alla metà degli anni '60.

Aragonite: carbonato di calcio cristallizzato di struttura microscopica, componente principale delle perle e della madreperla.

Barocco: perla coltivata dalla forma irregolare. Vi sono tre gradi principali di irregolarità: semibarocco, barocco e barocco allungato (peduncoli). In una perla barocca può succedere che lo spazio fra il nucleo sferico ed il rivestimento, irregolare, a volte sporgente, sia vuoto (v. Soufflure).

Bivalve: v. Mollusco.

Biwa: lago del Giappone occidentale in cui fin dal 1928 vengono coltivate perle d'acqua dolce. Per estensione, talvolta, sinonimo di perla d'acqua dolce giapponese.

Blister: perla naturale generalmente originata dall'intrusione di un parassita attraverso la conchiglia esterna di un mollusco. L'ostrica fissa l'intruso alla propria valva rivestendolo di madreperla. In tal modo all'interno della valva si forma un rigonfiamento detto Blister. Questo nome viene talvolta erroneamente attribuito a certe mezze perle di coltura (perle coltivate composite).
Bottone: perla relativamente bassa, schiacciata, a forma di bottone.

Bu: antica unità di lunghezza giapponese (1 3,03 mm), viene usata ancora oggi per le perle coltivate, dove la grandezza dei nuclei di madreperla viene indicata in bu. Un bu si suddivide in dieci rin. Di conseguenza, se un nucleo è grande 2,3 significa che è di 2 bu e 3 rin, ossia 6,9 mm.

Carato: unità di peso utilizzata soprattutto in Europa. Un carato corrisponde a 0,2 grammi. Questa unità di misura è riservata alle perle coltivate, ai diamanti e alle pietre preziose.

Cellule epiteliali: v. Mantello.

Choker: filo di perle infilate provvisoriamente, senza fermaglio e senza nodi, la cui lunghezza può misurare 14 o 16 pollici (36 o 40 cm). Il diametro delle perle è praticamente identico. La tolleranza è generalmente di mezzo millimetro.

Collana a gradazione: collana di 17 pollici (43 cm), con una perla al centro seguita da perle di grandezza decrescente verso le estremità (per esempio da 7 a 3,5 mm).

Coltivata: termine che indica una perla la cui formazione è stata stimolata dall'uomo mediante l'inserimento di un lembo di mantello, con o senza nucleo, nell'ostrica madre.

Coltivazione o coltura: procedimento con cui viene inseminata e allevata un'ostrica di mare o di acqua dolce, al fine di ottenere una perla coltivata.

Composita, perla coltivata: v. Mabè.

Colore: criterio importante per la selezione di una perla. Il colore dipende in particolare dalla varietà cui appartiene l'ostrica produttrice.

Conchiolina: sostanza organica che funge da adesivo per tenere uniti i microscopici cristalli di aragonite che si accumulano, strato dopo strato, per formare sia la conchiglia che la perla.
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